Come nascono i fittoni inox Raumer

“Intervista” di Marco Thomas” Tomassini a Cesare Raumer (titolare dell’omonima ditta)
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Tutto ha inizio da una barra di TRAFILATO in acciaio inox AISI 304L”.

L’acciaio 304L ha particolari caratteristiche di resilienza (tenacità)” che lo rendono particolarmente adatto all’utilizzo per l’arrampicata sportiva.

La lettera L” sta a significare che l’acciaio è solubilizzato”; la solubilizzazione è un trattamento che aumenta la resistenza alla corrosione.

Le barre vengono tagliate in spezzoni a misura con una TRANCIA che realizza alle estremità un taglio a 45° il quale ha lo scopo (nel caso di utilizzo con fiale di resina poliestere) di rompere l’ampolla in vetro e di mescolarne il contenuto. Inoltre, si riduce la probabilità di formazioni di bolle d’aria.

In seguito, con una CURVATRICE e con una attrezzatura adatta, si piegano gli spezzoni tranciati.

Questa macchina realizza le varie curve” dove l’ultima, chiude l’ancoraggio.

A questo punto, predisponendo opportunamente i pezzi su una dima” si interviene con la fase di SALDATURA la quale viene realizzata con un procedimento particolare chiamato TIG” (Tungsten Inert Gas) il quale consiste nell’ottenere un bagno di saldatura dove i due elementi (lembi) da saldare vengono fusi” assieme con l’apporto di altro materiale della stessa natura.

I pezzi vengono successivamente introdotti all’interno di una macchina chiamata BURATTO nella quale, nell’arco di circa 20 ore, si smussano tutti gli spigoli e le bave” presenti sugli ancoraggi.

Si interviene poi con la fase di PRESSATURA per imprimere il marchio ed i carichi di rottura.

Con una particolare macchina chiamata RULLATRICE tutti i pezzi vengono sottoposti alla lavorazione di zigrinatura sul codolo dei fittoni che servirà poi alla resina per “aggrapparsi” saldamente allo stesso.

Infine, tutti i pezzi vengono sottoposti ad un LAVAGGIO seguito da un trattamento chimico mediante immersione in un acido DECAPANTE il quale rende la superficie dei fittoni uniformemente grigia chiara e opaca con il risultato estetico di minor “visibilità”. Con questo processosi aumenta inoltre la resistenza alla corrosione.

TEST:

Sui fittoni tipo SUPERSTAR (10X80 = art. 160) dichiarati per un carico di rottura minimo di 35Kn, test francesi ne hanno in realtà testato, con resine molto buone, anche di 70Kn, dove il fittone non si è comunque rotto ma l’occhiolo si è allungato di alcuni centimetri e si è poi “sfilato” dalla resina (test effettuato ad estrazione).

Sui fittoni tipo ANTRAX (8X80 = art. 298) dichiarati per un carico di rottura minimo di 22Kn, test hanno rilevato valori superiori ai33Kn con le stesse modalità di rottura” delle prove suisuperstar”.