Muzzerone – Sincronicità

Realizzazione: Febbraio 2020

È stato lo psicologo Carl Gustav Jung a coniare il termine SINCRONICITÀ, riferendosi alla “simultaneità di due avvenimenti vincolati dal senso, ma in maniera casuale”, come l’unione degli avvenimenti interni ed esterni in un modo che non si può spiegare, ma che ha di certo senso per la persona che la osserva. Una esperienza sincronica di solito si presenta nelle nostre vite quando meno ce l’aspettiamo, ma nel momento esatto, cambiando a volte la direzione delle nostre vite e influendo sui nostri pensieri. Forse è una delle tante leggi universali che non possono essere dimostrate con troppa certezza, ma comunque la sua presenza ha guidato l’esistenza di molte persone senza nemmeno pensarci, ed è una delle ragioni che permette di mantenerla attuale.

Bruno Manicardi qui fotografato su Punzoli e lamelle nei favolosi 80’s, con in primo piano una delle piastrine autoprodotte che ritroverete anche su SINCRONICITÀ

Persino il rimetter mano in questo angolo di Muzzerone (La Spezia) può essere stato frutto della SINCRONICITÀ, portandoci a fare la conoscenza di Bruno Manicardi, da decenni autentico valorizzatore e vero e proprio custode di queste rocce, che nei primi anni ottanta disegnò questa linea, nominandola appunto in questo modo.
Sarà solo una semplice coincidenza?

Questo itinerario è il primo che si incontra scendendo dalle corde fisse di accesso alla Striata, nel settore destro quindi della parete. Oltre al tracciato originale furono aperte alcune varianti negli anni successivi, tutte meritevoli di una ripetizione data la buona qualità della roccia, che sono state anch’esse oggetto del nostro intervento di riqualificazione, compiuto grazie alla donazione di materiale inox 316L Vertical Evolution da parte del negozio #AlpStationSarzana, nostro fondamentale partner tecnico in questo gravoso ed articolato “progetto Muzzerone“. Sono quindi in totale otto le lunghezze letteralmente ‘riportate alla luce’, ripulite da terra, infestanti e rocce instabili, che speriamo possano rivivere una nuova stagione di notorietà dopo i fasti degli anni ottanta,riproponendo una scalata ormai demodè dove un corretto uso dei piedi risulta determinante su questa pietra che a tratti è un pò slavata e costringe a schiacciare le suola delle scarpette un pò di più… Sarà un bel tuffo nel passato arrampicatorio ma anche industriale visto che il termine degli itinerari è proprio all’interno di una delle cave da dove veniva estratto il prezioso marmo portoro, il tutto con un panorama mozzafiato sul Mediterraneo!

Accesso:
Per questo settore della Striata si può lasciare l’auto al tornante da dove parte il sentiero per il rifugio Muzzerone, oltrepassato il quale si incrocia l’itinerario 1a che sale da Portovenere e che si segue in salita per pochi minuti fino a raggiungere la ben conosciuta deviazione (con ometto di pietra) che conduce alle vecchie costruzioni dei cavatori. Da qui, scendere aiutandosi con una breve scala a pioli e continuare a seguire la traccia a sinistra (corde fisse, cavi in acciaio). Si arriva così all’estremità destra della cengia basale della Parete Striata e “Sincronicità” è la prima via che si incontra con scritta alla base.

Note tecniche:
Necessari 15 rinvii e corda da 60 metri, qualche fettuccia o cordino. L’itinerario, e le varianti, sono stati completamente richiodati con fix e resinati in acciaio inox 316L nel febbraio 2020.

Descrizione itinerario:
L1: primi metri con andamento a sinistra su prese un pò stondate e poi in diagonale a destra fino alla sosta. 20m, 5-
L2: prendere la linea di fix a sinistra (a destra con primo fix blu c’è Paralisi 35m, 6b), superando un muretto verticale e poi verso destra su placche più appoggiate. Sosta in una sorta di nicchia a destra con alberi di leccio. 20m, 5+
L3: da qui sopra la sosta sale una variante con primo fix celeste, lungo un diedro poco accennato, che porta direttamente al traverso con corde fisse dell’uscita (30m, 5+). Dalla sosta spostarsi invece a destra (scritta “Sincronicità”) e superare il bel diedrino aggettante sovrastante, proseguendo poi su un paio di muretti verticali in successione fino alla sosta, a sinistra di una caratteristica piccola erosione 30m, 6a
L4: dalla sosta con un facile traverso a sinistra di 10 m di quarto grado la via originale porterebbe a una corda fissa che traversa ancora a sinistra, e passando attraverso un grande foro raggiunge la cava abbandonata sovrastante la via. Dritti sopra la sosta una variante con fix blu permette invece di uscire esattamente in verticale fino al bordo della cava. Superare una prima placca con buone prese, poi un muro verticale giallastro e difficile; quindi leggero spostamento a sinistra, diedrino verticale con grosse prese, e muretto finale assai liscio e impegnativo; scavalcato il muro la sosta è subito al di là (possibile sostare anche su un buon pino poco più avanti). 25m, 6b/6b+
Parallelamente, a sinistra, sale un altra bella lunghezza, con i primi chiodi resinati, denominata Erlebnis (Vissuto) con difficoltà di 6a/b.

Le vie di scalata da revisionare, con materiale adeguato a condizioni ambientali difficili come quelle marine, sarebbero ancora molte, visto il quasi totale stato di abbandono del sito sino a qualche anno fa, ma le spese vive di logistica,attrezzi ecc. sono veramente tante e quindi c’è molto bisogno del vostro aiuto che si può concretizzare con una donazione direttamente sul nostro sito .

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Muzzerone

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Muzzerone 44.054809, 9.827013